Il mesotelioma in Liguria: è emergenza in tutta la Regione.

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ONA: “Amianto nella Marina Militare: arsenali, navi, aerei ed elicotteri”. Ma è emergenza mesotelioma in tutta la Liguria e in tutti i comparti produttivi. Se ne parlerà il giorno 08.04.2017 alle ore 15:30 presso la Sala Multimediale di Tele Liguria Sud (Piazzale Giovanni XXIII – La Spezia – SP), nel corso di una conferenza/assemblea pubblica, organizzata dall’Osservatorio Nazionale Amianto, e che vedrà la partecipazione, di cittadini e lavoratori, vittime dell’amianto e loro familiari.

I dati sul mesotelioma sono stati già resi pubblici dall’Osservatorio Nazionale Amianto (in Liguria risultano censiti 2.314 mesoteliomi fino al 2011, pari al 10,8% su base nazionale, per una popolazione di 1.575.000 pari a circa il 2,5% della popolazione, con un trend a salire dai 42 casi del 1994 fino ai 178 casi del 2006).

La Spezia ha fatto registrare 213 mesoteliomi, su una popolazione di 91.000 abitanti circa, con un tasso grezzo del 15,54 che la colloca al 15° posto come incidenza in riferimento alla popolazione. Al 12mo posto per incidenza, figurano Lerici (provincia di La Spezia) con 31 casi per 10.900 abitanti e un tasso grezzo di 18,96 su 100.000, 10 volte di più l’ordinaria incidenza; poi Arcola, con 22 casi per 9.914 abitanti (16° posto) e ancora Vezzano Ligure, 15 mesoteliomi per 7.424 abitanti (17° posto) e poi ancora Sarzana, 25 mesoteliomi per 20.059 abitanti.

Al convegno parteciperanno, in qualità di relatori, l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto – ONA ONLUS; la Dott.ssa Laura Ruocco, Assessore alla sostenibilità ambientale del Comune di La Spezia; il Capitano di Fregata Alessandro Cutugno; la Sig.ra Antonella Franchi, Coordinamento Nazionale ONA Onlus; l’Avv. Natalia Giuliani, Ufficio Legale ONA Onlus; il Dott. Alessandro Ruta, componente del Comitato Tecnico Scientifico Nazionale ONA.

L’ONA ha ringraziato e ringrazia pubblicamente l’Ammiraglio Giorgio Lazio il quale pur non potendo intervenire personalmente per pregressi impegni, ha comunque delegato a partecipare il Capitano di Fregata Alessandro Cutugno.

E’ emergenza mesoteliomi non solo nel comparto della Difesa e della Marina Militare in particolare, poiché anche in altri settori, in Liguria, si registra un’alta incidenza di questa patologia, come per esempio nel settore petrolifero.

Ne sa qualcosa la Sig.ra Cinzia Albanese, moglie del Sig. Nardini Claudio, che è deceduto in seguito a mesotelioma lo scorso 12.12.2013, dopo che gli era stato diagnosticato il mesotelioma nel giugno del 2010 e che è una delle tante attiviste dell’ONA, associazione che da anni è presente nell’intera regione, come nel resto d’Italia, per sensibilizzare le popolazioni e le istituzioni sulla problematica amianto e per ottenere la bonifica, e che interverrà all’assemblea pubblica che si terrà il giorno 08.04.2017.

Claudio, già dal 1981, ha lavorato nel settore petrolifero, e anche dopo essersi ammalato, ha continuato a svolgere il suo lavoro fino agli ultimi giorni antecedenti la sua morte, avvenuta in modo drammatico anche in seguito ad alcuni errori medici, che l’hanno anticipata.

In un comunicato diffuso da ONA Liguria, si ricorda la figura di Claudio Nardini come emblematica del carattere ubiquitario della presenza di amianto nelle diverse attività produttive, certamente non circoscritte al solo comparto della cantieristica navale e del settore militare.

Cinzia racconta la storia del marito Claudio:

“Aveva appena 51 anni Claudio quando si è ammalato di mesotelioma e 54 quando è deceduto, e la sua vita e quella della sua famiglia, una moglie e due figlie, una di appena 18 anni e l’altra di appena 13 anni alla scomparsa del loro papà, le cui sofferenze (dal 2010), hanno accompagnato tutta la loro adolescenza, fino al trauma della morte”.

Cinzia, ci racconta la storia di suo marito?

“Mio marito ha lavorato tutta la vita in esposizione ad amianto, e gli esami strumentali, nel 2010 hanno evidenziato sia gli ispessimenti pleurici che il mesotelioma, e a nulla sono valsi tutti i tentativi di salvargli la vita perché questa patologia non lascia scampo, soprattutto se è diagnosticata con ritardo e se poi i medici non fanno fino in fondo il loro dovere.

Ma sono le istituzioni ad avere letteralmente abbandonato le vittime dell’amianto, in Liguria come nel resto d’Italia: sarebbe necessaria una prevenzione primaria, cioè rimuovere tutte le componenti in amianto, evitando così le future esposizioni, e ancora stabilire un programma di sorveglianza sanitaria per coloro che sono stati già esposti, e soprattutto assicurare che ci sia il riconoscimento delle prestazioni previdenziali e il risarcimento dei danni.

La storia di mio marito somiglia a tante altre storie di persone che, purtroppo, si sono ammalate sul posto di lavoro mentre prestavano servizio per dare dignità a loro stessi e alla loro famiglia e per assicurare loro una esistenza libera e dignitosa come recita l’art. 36 della Costituzione.

Mio marito ha firmato un contratto di lavoro, non un contratto di morte, però in realtà, avendo inalato fibre di amianto, il posto di lavoro si è trasformato nella sua tomba.

Lo stesso vale per tutte le altre vittime.

L’Osservatorio Nazionale Amianto tende la mano a tutte le istituzioni, dalla Regione, alle Province, ai Comuni, allo Stato e ai Corpi dello Stato, come per esempio alla Marina Militare, per i tanti marinai che purtroppo si sono ammalati di queste patologie.

Loro erano al servizio dello Stato, hanno messo la loro vita nelle mani dello Stato, si sono affidati alle istituzioni, sono rimasti esposti all’amianto e si sono ammalati.

L’amianto ha provocato più morti che in tutte le guerre di indipendenza e questo è inaccettabile, come è inaccettabile che mio marito sia deceduto e che ancora ad oggi l’INAIL neghi il riconoscimento dei miei diritti e di quelli delle due orfane, che hanno perso il padre in tenera età e che quindi hanno dovuto affrontare da sole e in grave sofferenza il dischiudersi alla vita in un contesto, come quello italiano, molto difficile per i giovani.

Credo che l’ONA, anche in seguito al suo lungimirante programma, che ha posto a disposizione delle Autorità e di tutte le istituzioni da quelle territoriali a quelle nazionali possa costituire il momento centrale per poter tentare di arrestare questo fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate”.

L’Avv. Ezio Bonanni si schiera al fianco della Sig.ra Cinzia, alla quale è stato negato – ritiene ingiustamente – il diritto alla rendita di reversibilità per la prematura scomparsa del marito, a seguito di mesotelioma, da parte di INAIL che ha accentuato il carattere assicurativo della sua funzione, rispetto a quello preventivo e indennitario: “l’INAIL ha una funzione costituzionale (art. 38) e questa funzione viene meno se applica metodi assicurativi piuttosto che indennitari e di protezione sociale, specialmente se ci riferiamo al mesotelioma, la cui eziologia riconducibile all’amianto è ormai non controvertibile, tanto più per il fatto che tale patologia è comunque contemplata nelle tabelle, ecco perché non comprendo le ragioni per le quali l’ente si ostini a negare l’origine professionale della patologia del povero Claudio, e quindi anche alla moglie e alle orfane che si dibattono in grave difficoltà non solo emotive ma anche economiche. Spero che la Regione Liguria voglia aprire una interlocuzione con l’INAIL per evitare che tutto debba finire nelle aule di giustizia come per il caso di Claudio e di tante altre”.

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