Mesotelioma in Fincantieri.
Antonio Dal Cin: “Fuori dalla trincea. Che Fincantieri si assuma le sue responsabilità”

0

Fincantieri: l’ONA torna all’attacco e chiede che gli ex dirigenti di Fincantieri, responsabili della morte di centinaia di lavoratori per mesotelioma, cancro polmonare, cancro alla laringe, faringe, allo stomaco, al colon retto e asbestosi, paghino per le loro responsabilità, anche alla luce della sentenza del Tribunale Penale di Gorizia del 31.07.2017.

“L’aula del Tribunale di Gorizia, alla lettura della sentenza, giunta dopo 40 udienze, e 385 giorni, è testimone ed unica sopravvissuta della tragedia dell’amianto e sembra, per una volta, animata dagli spiriti delle vittime che per un giorno sembrano tornati a vivere, usciti dai sarcofagi che hanno avvolto quei corpi, ridotti pelle-ossa, divorati dal cancro causato dall’amianto” – così descrive Antonio Dal Cin, eroe sopravvissuto per ora all’asbestosi e quindi al killer amianto che lotta per salvare vite umane e per dare giustizia alle vittime.

Gorizia, 40 udienze in 385 giorni. Il primo agosto 2017, il Giudice Monocratico del Tribunale di Gorizia, Paolo Alessio Vernì, nel terzo maxi processo per la morte di ex lavoratori del cantiere di Monfalcone a causa dell’esposizione all’amianto. Erano 60 le parti offese rappresentate al processo.

Il giudice ha condannato gli ex dirigenti dell’Italcantieri Giorgio TupiniCorrado AntoniniAntonio ZappiRoberto Schivi e Mario Abbona a un totale di 20 anni e tre mesi di reclusione. Una differenza abissale rispetto alle richieste della Procura della Repubblica (pm Bossi, Collini, Maltomini), che aveva avanzato una richiesta per un totale di 80 anni di reclusione.

Non ha fatto in tempo a sentire la sentenza di condanna l’imputato Enrico Bocchini, già direttore di stabilimento, che è morto qualche giorno fa a Cesena.

Gli imputati e Fincantieri spa, in qualità di responsabile civile, tra risarcimenti danno e provvisionali dovranno sborsare oltre un milione di euro, che si aggiungono a quelli già pagati in precedenza.

L’Osservatorio Nazionale Amianto continua il suo impegno a Monfalcone come a Castellammare di Stabia, da Genova fino a Palermo, nessuno degli stabilimenti è stato risparmiato dal flagello costituito dall’amianto killer che ha provocato centinaia di  morti per mesotelioma, cancro polmonare, alla laringe, alla faringe, al colon, non risparmiando i familiari dei ricorrenti per le tute portate in casa e quindi perfino con casi di cancro alle ovaie delle mogli che, sventurate, lavavano gli abiti dei mariti.

“Questi disgraziati per anni hanno respirato le polveri che gli hanno bucato i polmoni e gli hanno provocato cancro, fibrosi e altre patologie ancora, e la giustizia arriva tardi. Per tanto tempo, tutte le cartelle cliniche e tutte le morti sono rimaste lì, come unici testimoni di un’immane tragedia che finalmente ha trovato il suo epilogo giudiziario mentre ancora Fincantieri rifiuta in primo acchito le richieste di risarcimento dei familiari, così per coloro che nell’ONA sono i familiari di questi lavoratori ormai deceduti, chi per mesotelioma chi per cancro al polmone, chi per asbestosi, mi riferisco a C.G. e F.D. di Palermo e ad A.T. di Castellammare di Stabia, e altri ancora. Un intero cimitero, su cui giace la lapide ideale ‘Nulla ha potuto la forza del mare e le tempeste, tutto le fibre killer dell’amianto’. Quindi l’associazione proseguirà il suo impegno per la giustizia delle vittime. Chiesto un incontro urgente ai Sindaci delle città dove ci sono gli epicentri dell’epidemia di amianto creata da Fincantieri”, conclude l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto.

 

 

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here