Le fibre di amianto corrono in corsia. Il caso di A.E.S., lavoratore al Gaslini di Genova, deceduto per mesotelioma. Ora la moglie chiede giustizia.

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A Genova e in Liguria la morte, che le fibre di amianto provocano, corrono anche nelle corsie degli ospedali: è la storia di A. E. S., che ha lavorato presso l’Istituto Giannina Gaslini di Genova, dal 1967 al 2006.

La vedova, difesa dall’Avv. Ezio Bonanni e assistita dall’Osservatorio Nazionale Amianto, ha ottenuto dall’INAIL il riconoscimento della rendita e il rilascio della certificazione di esposizione ad amianto che però l’INPS non vuole accreditare.

L’Ospedale Gaslini, non intende risarcire il danno da mesotelioma da amianto che il Sig. A. E. S. ha subito e che l’Avv. Ezio Bonanni ha richiesto.

Non è lui l’unica vittima, considerando che l’amianto venne utilizzato in modo ubiquitario presso quella struttura e, proprio per questo, l’Avv. Ezio Bonanni ha avviato anche una procedura di conciliazione, che però non ha portato l’Ospedale al risarcimento dei danni.

La vedova del Sig. A. E. S., morto di mesotelioma da amianto, ha chiesto giustizia alla Procura della Repubblica di Genova.

La denuncia è stata depositata ormai dall’11/05/2015, ma ad oggi tutto tace in Procura.

Non è stata ancora emessa la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei responsabili di questa morte da amianto, e di altri casi del Gaslini.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha quindi chiesto un colloquio con il Pubblico Ministero incaricato delle indagini, per capire le ragioni per le quali le indagini non sono state ancora definite, nonostante siano stati già sentiti a sommarie informazioni tutti i colleghi di lavoro del deceduto.

Non possiamo più attendere se i tempi si dovessero prolungare, a questo punto inizieremo la causa civile per ottenere il risarcimento dei danni da amianto per il mesotelioma che ha tolto la vita al Sig. A. E. S.” – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha avviato una campagna informativa per le vittime dell’amianto che molto spesso non sono a conoscenza del fatto che oltre alle rendite INAIL, e ai benefici amianto, si ha diritto anche al risarcimento dei danni.

Vademecum per chiedere il risarcimento dei danni:

– in caso di diagnosi di patologie asbesto correlate, il medico deve effettuare il referto e inoltrarlo all’Autorità Giudiziaria e la certificazione che deve inoltrare all’INAIL, ovvero consegnarla al lavoratore perché la porti lui stesso se è in pensione, oppure la consegni al suo datore di lavoro;

– ottenuto il riconoscimento, la vittima può costituire in mora il datore di lavoro se non altro per interrompere i termini della prescrizione (decennale per la responsabilità contrattuale; di 14 anni per quella da reato; 5 per quella ordinaria da responsabilità extracontrattuale);

– in caso di inizio del procedimento penale, la vittima e i suoi familiari possono costituirsi parte civile per chiedere i danni e chiamare in causa anche le società datrici di lavoro per chiederne la condanna in solido con gli eventuali imputati;

– in caso contrario, è possibile iniziare direttamente la causa civile davanti al Giudice del lavoro per chiedere i danni complementari e supplementari (quelli cioè che non sono ricompresi nella rendita INAIL);

– nel caso di decesso, possono agire i familiari, o con la costituzione di parte civile, o con la causa davanti al Giudice del lavoro, anche per i danni iure proprio, in un unico giudizio (specialmente dopo Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 18503/2016 – che detta questo principio proprio per smentire la Corte di Appello di Genova la quale ha sempre sostenuto che era necessario proporre due cause: una al Giudice del lavoro, per i danni del lavoratore, anche quando agivano gli eredi; e per questi ultimi, per i danni diretti, era necessario proporre un secondo giudizio, innanzi al Giudice civile;

– il risarcimento deve essere integrale e riguarda sia il pregiudizio patrimoniale, per danno emergente e lucro cessante, che non patrimoniale.

L’ Osservatorio Nazionale Amianto ha costituito un dipartimento di assistenza legale che prevede un’assistenza gratuita, per ottenere il risarcimento dei danni da amianto, in caso di mesotelioma, , tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio e per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed inspessimenti pleurici e complicazioni cardio-vascolari.

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