La tutela del paziente ieri e oggi – Malasanità

La tutela del paziente – nel passato e oggi – nei casi di malasanità

tutela_pazienteAl fine di predisporre una maggiore tutela per il paziente, la distinzione tra obbligazione di mezzi e di risultato è stata messa in discussione sulla base della ragionevole considerazione che non esiste nessuna norma di legge nel nostro ordinamento che contenga una simile classificazione.
Si è allora precisato che l’obbligazione del medico è, al contempo, una obbligazione di mezzi e una obbligazione di risultato, il cui contenuto è dato sia dall’obbligo di diligenza che dall’obbligo di informazione del paziente.

Quanto al risultato, si è precisato che questo non deve essere inteso come guarigione del paziente ma come dovere di fornire al paziente tutte le cure richieste dalla specifica patologia che lo interessa, tenendo conto del livello della scienza e della tecnica in un determinato settore, dell’età del paziente, nonché della specifica difficoltà dell’intervento. (Sezioni Unite Corte di Cassazione, n. 577/2008).
Quanto al grado di diligenza da richiedersi al medico, si è ancora precisato che il sanitario non può essere tenuto alla diligenza che si può pretendere da una persona mediamente avveduta e prudente, ovvero la c.d. diligenza del buon padre di famiglia, bensì ad una diligenza professionale qualificata dalla specifica attività esercitata.
Essa allora sarà maggiore e più ampia di quella richiesta per l’uomo medio.
A sostegno della bontà di quanto appena sostenuto, si riporta l’art. 1176, comma 2, c.c., secondo cui: “Nell’adempimento delle obbligazioni inerenti all’esercizio di un’attività professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell’attività esercitata”.

La Corte di Cassazione, con una recente sentenza (n. 17143/2012), ha precisato che con riferimento al medico, occorre distinguere tra una diligenza professionale generica ed una diligenza professionale specifica. La diligenza professionale generica è quella richiesta al medico di base o medico generale mentre la diligenza professionale specifica è quella richiesta al medico specializzato in un determinato settore.

Ne consegue, dunque, che se un paziente riporti una frattura e venga sottoposto alle cure di un medico di base, da quest’ultimo si pretenderà una diligenza sicuramente minore rispetto a quella richiesta ad un ortopedico.

Gli interventi di routine e gli interventi difficili:
Per quel che riguarda il contenuto dell’attività richiesta al medico, la dottrina e la giurisprudenza hanno distinto tra interventi difficili ed interventi facili o di routine.
Con riferimento a questi ultimi, si è precisato che in caso di errore medico che cagioni un pregiudizio alla salute del paziente, il medico risponde anche a titolo di colpa generica e di colpa lieve.
Con riferimento poi agli interventi di difficile soluzione, che presentino ampi margini di rischio, che richiedano una notevole abilità oppure che riguardino malattie estremamente rare o per le quali non è stata ancora sperimentata una terapia che porti alla guarigione,il medico incorre in responsabilità solo in caso di dolo o colpa grave.

Gli interventi di chirurgia estetica:
Per tali tipi di intervento, la giurisprudenza si è spinta ancora oltre, affermando che anche per particolari interventi di routine quali quelli di chirurgia estetica, il medico è gravato di un obbligo di risultato puro e semplice.
A tal proposito, la Cassazione ha riconosciuto un obbligo di risultato nei seguenti casi:

  1. Trattamento di chirurgia estetica (Cass. Civ., Sez. III, n. 10014/94);
  2. Trapianto di capelli (Tribunale di Roma, sentenza del 23.12.1996);
  3. Sterilizzazione (Cass. civ. Sez. III, n. 9617/1999);
  4. Cure odontoiatriche (Tribunale di Genova, sentenza del 15.04.1993).

 L’evoluzione interpretativa che ha portato a privilegiare la tutela del paziente può permetterci di affermare che oggi, a differenza del passato, è più facile per il paziente esercitare i propri diritti.
Ed allora, nei casi di violazione degli obblighi di diligenza professionale e di informazione del medico il paziente potrà agire per richiedere il risarcimento del danno anche senza aver preventivamente sottoscritto un contratto.
Tale richiesta dovrà essere presentata entro il termine di dieci anni dal giorno in cui si verifichi un danno a suo carico per effetto di negligenza professionale o di omessa informazione del medico.

In questi casi, e nel caso abbiate subito un danno per malasanità, l’avvocato Ezio Bonanni vi consiglia di chiedere l’assistenza di un avvocato, che è l’unica figura professionale in grado di rendere le dovute indicazioni affinchè possiate assumere la determinazione giusta in piena consapevolezza.

Nel caso di ulteriori dubbi, comunque e in ogni caso, si possono chiedere chiarimenti anche all’avvocato Ezio Bonanni, inoltrandogli una e-mail all’indirizzo: avveziobonanni@gmail.com
Puoi prendere un appuntamento presso lo Studio Legale dell’avvocato Ezio Bonanni telefonando al numero: 0773/663593, specificando in quale dei due studi legali voler essere ricevuti (se in quello di Roma o in quello di Latina)

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(di Ezio Bonanni)