La Spezia, Fincantieri: amianto e mesotelioma. Aggiornato all’ 08.11.2017 il procedimento per il risarcimento dei danni promosso da una delle vedove.

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Tribunale di La Spezia, Giudice del Lavoro. Si è celebrato il procedimento civile promosso dalla Sig.ra D.M., vedova del Sig. A.L., deceduto per mesotelioma da amianto, che ha chiesto i danni alla S.p.A. Fincantieri.

Il Sig. L.A. ha lavorato una vita nel Cantiere di Muggiano e Riva Trigoso alle dipendenze di Fincantieri e si è ammalato di mesotelioma da amianto che l’INAIL ha riconosciuto di origine professionale, liquidando la rendita alla vedova e, in quota parte, agli orfani, figli minorenni della vittima.

Ora, la Sig.ra D.M. chiede giustizia e il risarcimento integrale dei danni e si è affidata all’Osservatorio Nazionale Amianto ed è difesa dall’Avv. Ezio Bonanni, che a loro volta si sono rivolti al Giudice del lavoro del Tribunale di La Spezia, il quale dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta di risarcimento dei danni.

“Ho un figlio minorenne di 16 anni, che quando è morto il padre in seguito al mesotelioma aveva 13 anni e gli è stata distrutta la vita, strappata la serenità dell’infanzia e degli anni più felici, dall’amianto, questo killer che non lascia scampo, che veniva utilizzato nel cantiere di Muggiano e Riva Trigoso. Mio marito faceva il tubista e manipolava amianto, senza essere informato del rischio e senza misure di protezione. La sua vita poteva essere salvata e lui ha firmato un contratto di lavoro, non un contratto di morte. Ecco perché voglio giustizia, non vendetta ma giustizia, quantomeno il risarcimento per mio figlio minorenne”, dichiara la vedova del lavoratore deceduto.

“C’è un’alta incidenza di casi di patologie asbesto-correlate tra coloro che hanno lavorato nei cantieri navali di Fincantieri, a La Spezia come a Palermo, da Castellammare di Stabia a Monfalcone. Ciò è dovuto all’utilizzo di amianto, a secco e senza cautele. E’ per questo che l’Osservatorio Nazionale Amianto ha costituito un comitato specifico di vittime dell’amianto in Fincantieri e continuerà nelle azioni civili di risarcimento dei danni, e si costituirà parte civile nei procedimenti penali che dovessero essere iniziati dalle competenti procure”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA Onlus.

L’Osservatorio Nazionale Amianto rende noti i dati dell’impatto dell’amianto sulla salute umana nella città di La Spezia, che è una delle città che detiene il triste primato italiano e forse anche europeo delle vittime dell’amianto.

I dati della strage da amianto:

La Liguria ha fatto registrare 2.314 mesoteliomi fino al 2011, pari al 10,8% su base nazionale per una popolazione di 1.575.000 pari a circa il 2,5% della popolazione, con un trend a salire dai 42 casi del 1994 fino ai 178 casi del 2006.

La Spezia, dal 1994 al 2008, ha fatto registrare 213 mesoteliomi per un popolazione di 91.000 abitanti circa, con un tasso grezzo del 15,54 che la colloca al 15° posto come incidenza in riferimento alla popolazione;

Al 12mo posto per incidenza, figurano Lerici (provincia di La Spezia) con 31 casi per 10.900 abitanti e un tasso grezzo di 18,96 su 100.000, 10 volte di più l’ordinaria incidenza; poi Arcola, con 22 casi per 9.914 abitanti (16° posto) e ancora Vezzano Ligure, 15 mesoteliomi per 7.424 abitanti (17° posto) e poi ancora Sarzana, 25 mesoteliomi per 20.059 abitanti, e così via.

Ben 4 città della provincia di La Spezia figurano entro i primi 17 posti e 5 città tra le prime 23 in quella che è la più macabra delle statistiche (il tutto confermato dal Ministero della Salute, nel quaderno n. 15 del maggio-giugno 2012).

Il mesotelioma è solo la punta dell’iceberg, perché l’amianto provoca anche asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, con complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie e altri tumori: tumore polmonare; tumore alla laringe e all’ovaio; tumori del tratto gastrointestinale – faringe, stomaco e colon.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha avviato una rilevazione epidemiologica estesa ai casi successivi al 2008, e che riguardano tutte le patologie asbesto-correlate, non solo il mesotelioma.

L’associazione riceve segnalazioni anche in forma anonima, attraverso la piattaforma digitale REPAC ONA, in questo modo i cittadini possono collaborare ed essere parte attiva.

Uno dei comparti dove si è verificata l’esposizione è quello della difesa, in particolare nelle installazioni e nelle unità navali della Marina Militare e nei cantieri navali, anche se l’amianto è stato largamente utilizzato in circa 3000 applicazioni in diversi settori merceologici. Dal 1 gennaio 1996 ad aprile 2015 (ossia in 19-20 anni) le malattie asbesto correlate nelle Forze Armate Italiane conosciute dall’Osservatorio Epidemiologico della Difesa sono: 115 nell’Arma dei Carabinieri, 112 nell’esercito, 102 nella Marina Militare e 76 nell’Aeronautica Militare. Per un totale di 405 casi, di cui 211 deceduti e 194 viventi. Affetti da patologie asbesto correlate. I 211 decessi sono così suddivisi: 77 nella Marina Militare, 50 nell’Arma dei Carabinieri, 45 nell’Aeronautica Militare e 39 nell’Esercito.

L’amianto è una delle cause principali di tumore professionale in Italia.
Tra il 1998 e il 2006 l’INAIL ha dovuto risarcire un importo di 152 milioni di euro per i lavoratori danneggiati da Eternit (uno dei produttori più famosi di amianto italiano, mentre miliardi di euro devono essere pagati per risarcire tutte le vittime).

Azione dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Liguria:

  • problematiche relative all’esposizione professionale a polveri e fibre di amianto del personale militare e civile della Marina, e nei cantieri navali e del personale della navigazione aerea, per permettere agli aventi diritto, oltre alla prevenzione primaria e secondaria,
  • riconoscimento dei diritti (prepensionamento, riconoscimento delle prestazioni quali vittime del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo, risarcimento dei danni, anche di quelli subiti dai familiari).

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