Incendio a Trezzano sul Naviglio: rischio amianto e scuole chiuse.
Molti i cittadini che si stanno rivolgendo all’Osservatorio Nazionale Amianto che continua a chiedere la messa in sicurezza dei siti a rischio.

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Trezzano

TrezzanoIncendio a Trezzano sul Naviglio (12 ottobre). I cittadini sono allarmati e impauriti e temono per la loro salute. Hanno chiesto assistenza tecnica, medica e legale all’Osservatorio Nazionale Amianto e all’Avv. Ezio Bonanni. E’ l’ennesimo caso di incendio di materiale dove si sospetta la presenza di amianto.

Anche in questo caso ci poteva e doveva essere prevenzione, cioè evitare l’incendio che tra l’altro al di là di tutto non fa bene all’ambiente in quanto determina comunque la dispersione di agenti inquinanti e tossico nocivi (anche il fumo è un tossico).

Intanto ancora grazie ai vigili del fuoco, sempre ammirevoli. L’incendio è quasi domato ma non sappiamo quale prezzo dovranno ancora pagare i vigili del fuoco, anche se questa volta sembra siano stati dotati di mascherine. La Guardia Nazionale Amianto di ONA Onlus è accorsa sul luogo del rogo.

Fiamme e odore acre, fumo, vigili del fuoco in azione, cittadini impauriti e mamme che portano via i loro piccoli. Nulla che ricordi la ridente e tranquilla cittadina di Trezzano sul Naviglio.

Il fuoco quindi allarma e porta paura, specialmente se a bruciare è l’amianto, amianto bruciato, fibre di amianto che penetrano nei polmoni, nella pleura e negli altri organi del corpo, provocando mesoteliomi, tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio e per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari.

“Ci auguriamo che ai vigili del fuoco vengano riconosciuti i benefici contributivi per esposizione ad amianto, e che quelli che malauguratamente si dovessero ammalare possano ottenere il riconoscimento della causa di servizio ed il risarcimento dei danni e che, in caso estremo di decesso le vedove non debbano andare a mendicare. Come già successo. Con uno stato che agisce in prevenzione e blocchi questi incendi è importante verificare che questi non siano mossi da mani criminali come noi pensiamo. Ecco perché chiediamo che i reati ambientali siano affidati alla direzione investigativa anti mafia. Per noi mafia – incendi -rifiuti e amianto si identificano tutti per la capacità criminale di ledere interessi e diritti fondamentali dell’essere umano e della società”, dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Nell’allontanarci dalla sede dell’incendio ecco che il sole torna a splendere e l’aria perde quel suo odore malsano e acre di materiali e rifiuti che si dissolve e penetra nei polmoni e nel sangue (nanoparticelle).

Negli occhi delle mamme impaurite della città di Trezzano, leggiamo quindi come in uno specchio il report dei decessi per inquinamento…Non risplende il sole ma morte, non luce ma tenebre, uno specchio che porta a riflettere dentro di noi.

Mentre ci allontaniamo pensiamo alle stime secondo le quali anche le nanoparticelle, gli inquinanti provocano, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 12,6 milioni di morti ogni anno nel mondo. Quindi ad uccidere non è solo l’amianto, anche la combustione di materiale plastico (PVC) provoca la formazione di diossine, che sono cancerogene, e provocano diversi cancri (tanto è vero che è inserita dallo IARC nel Gruppo I dei cancerogeni), come Seveso insegna.

Quindi l’Osservatorio Nazionale Amianto richiama l’attenzione sull’incendio di Trezzano anche per quanto riguarda le diossine e gli effetti sulla salute umana che si sommano a quelli dell’asbesto e degli altri agenti patogeni e cancerogeni che si sono diffusi nell’ambiente in seguito all’incendio.

Conseguenze dell’esposizione ad amianto.

L’amianto provoca patologie fibrotiche (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici) e cancerogene (mesotelioma, tumore polmonare, cancri degli altri organi delle vie aeree e gastrointestinali) con tempi di latenza che possono arrivare fino a 40 anni.

Non sussiste una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla e anche poche fibre possono essere sufficienti per provocare il mesotelioma e altre gravi patologie.

L’ONA stima che solo in Italia, nel 2016, sono decedute più di 6.000 persone per esposizione ad amianto.

Conseguenze dell’esposizione e ingestione di diossine.

Le diossine hanno un effetto cancerogeno ritenuto causa di linfomi e tumori ai tessuti molli data la tendenza ad accumularsi nelle cellule adipose e determinano alterazioni epatiche, neurologiche e polmonari.

Molto diffusi sono anche i rischi cutanei.

Determinano interferenze con il funzionamento cellulare provocando l’alterazione delle ghiandole endocrine, soprattutto tiroide, timo e ipofisi, con un’azione pre-cancerogena, con squilibrio ormonale, rischio di malformazioni genetiche fetali. Possono causare disturbi della crescita e dello sviluppo psicomotorio e determinare sterilità e scarso sviluppo dell’apparato riproduttivo.

 

Le richieste dell’ONA:

  • necessità di maggior attenzione in termini di prevenzione primaria, affinché queste situazioni non si verifichino più;
  • monitoraggio degli effetti della contaminazione sulle popolazioni;
  • screening sanitario per le forze dell’ordine intervenute sul luogo dell’incendio.

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