Demolita la Leonardo Da Vinci di Firenze: ma l’ Amianto? L’ONA si domanda perché non è stata concessa l’autorizzazione per i campionamenti.
Le mamme e gli studenti, preoccupati, chiedono che la verità venga a galla.

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Amianto

AmiantoBasta amianto nelle scuole! L’Osservatorio Nazionale continua a parlare delle 2.400 scuole, 350.000 studenti e 50.000 dipendenti, tra docenti e non, a rischio, amianto, la fibra killer che penetrando negli alveoli polmonari e nel resto dell’organismo umano provoca terribili patologie.

Tra questi, segnaliamo il recente caso dell’istituto “Francesco Crispi” a Monteverde dove, addirittura, gli studenti sono stati rimandati a casa a causa della presenza di amianto all’interno del cortile della scuola. Si parla di materiali di amianto ‘debitamente incapsulati’ nel cortile, ma al tempo stesso si raccomanda la “fattiva collaborazione per tenere i piccoli allievi lontani da quest’area, onde evitare pericoli per gli stessi”, raccomandazioni che così espresse suonano come un campanello di allarme, o una beffa, per cittadini tartassati, che per questo servizio pagano le imposte, comunali, regionali e statali, più alte d’Europa.

Il caso emblematico che l’Osservatorio Nazionale Amianto segue ormai da diversi anni, riguarda la scuola Leonardo Da Vinci di Firenze, una delle scuole più grandi d’Italia, precisamente della palazzina che ospita il biennio dell’Itis Leonardo Da Vinci a Firenze. L’istituto, costruito negli anni ’60, da decenni è al centro di polemiche riguardanti la presenza di amianto, una presenza confermata nel 1997 a seguito della denuncia del Responsabile della Sicurezza del Comune che nel 2005 portò alla sua chiusura. Una precauzione durata circa due anni a seguito dei quali l’Istituto è stato riaperto, più grande, più affollato ma, a quanto pare, pericoloso per i circa 2000 studenti che lo frequentano.

Durante questi anni sono state effettuate analisi e campionamenti, da ditte private incaricate dal Comune di Firenze, per verificare la possibilità di aerodispersione delle fibre di amianto ma gli esiti, secondo l’opinabile parere dei tecnici addetti alle misure, sono sempre stati negativi. In conclusione? L’amianto c’è ma non c’è pericolo, un ossimoro considerando che studi e letterature hanno dimostrato che non c’è una soglia al di sotto della quale il rischio per la salute si annulla. L’unica precauzione richiesta in questi anni è stata quella di “formare” gli alunni e i dipendenti dell’istituto a non sbattere le porte, non forare le pareti e non correre! Basandosi sul fatto che la presenza di amianto comporta rischi per la salute solo in caso di deterioramento, insufficiente manutenzione e danneggiamento, cosa evidentissima nel caso del Biennio ITI Da Vinci.

“L’amianto nelle scuole è il paradigma classico dello scandalo e dello sfascio dal quale dobbiamo assolutamente risollevarci. Ciò sarà possibile cominciando a bonificare le scuole e a ridurre le spese militari. A cosa serve avere l’ottavo esercito più grande al mondo e il secondo in Europa se poi le nostre scuole sono piene di amianto e cadono a pezzi?”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA.

L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a cercare giustizia e l’Avv Ezio Bonanni, Presidente ONA, insieme con l’Avv. Saverio Rossi, una volta venuti a conoscenza della demolizione dell’Istituto, prevista entro l’estate, hanno presentato un’apposita istanza alla Procura di Firenze per essere autorizzati a compiere delle indagini difensive, che miravano ad acquisire elementi oggettivi circa i livelli di aerodispersione e quindi dell’entità del rischio. Analoga istanza era stata effettuata in passato direttamente al Sindaco di Firenze proprietario dell’edificio e al Dirigente scolastico della scuola ricevendo da quest’ultimo un diniego all’accesso e al campionamento.

La scuola “incriminata” è stata demolita lo scorso mese di luglio ma senza che venisse permesso all’Osservatorio Nazionale Amianto di effettuare un’analisi approfondita della dispersione di nano-particelle potenzialmente cancerogene.

E adesso?

Infatti, non è sufficiente demolire le scuole imbottite di amianto dopo anni di proteste ma si devono adempiere anche gli obblighi di legge relativi. Come potranno insegnanti, alunni e genitori degli stessi a stare tranquilli? Le istituzioni prevedranno un controllo sanitario su di loro? Tutti interrogativi che hanno bisogno di una risposta immediata!

 

In tema di misurazioni di fibre di amianto, infatti, lo studioso Dr.Montanari, ci insegna che: “Le misurazione di fibre aerodisperse negli edifici in amianto che normalmente vengono eseguite servono solo a “rassicurare “ i lavoratori in quanto occorrerebbe un limite di rilevabilità pari a 0,005 fibre per ogni litro d’aria  mentre il limite di sensibilità degli apparecchi considerati “a norma” si ferma di fatto a 0,4 fibre/litro e così anche se si superasse di ottanta volte il livello legale che qualche anno fa fu stabilito in California  come livello di rischio tollerabile ovvero di 100 fibre al giorno  di crisotilo (l’amianto più comune) le apparecchiature continuerebbero ad indicare zero, illudendo tutti organi di controllo compresi”.

L’Osservatorio Nazionale amianto, in ogni caso, è pronto a sostenere e tutelare i diritti di tutti gli insegnanti.

 

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