Continua a lottare Antonio Dal Cin
Attende da 4 anni l’indennizzo e il risarcimento

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Antonio Dal Cin, eroe in divisa
Antonio Dal Cin, eroe in divisa

“Nessun nemico è riuscito ad abbattere l’eroe Antonio Dal Cin…Tutto però hanno potuto le fibre di amianto che ne hanno minato fortemente la salute e ridotto le aspettative di vita, costringendolo ad una vita fatta di rinunce. Ma non ne hanno fiaccato l’animo forte e nobile”, così l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, descrive Antonio Dal Cin.

Antonio Dal Cin ha già ottenuto il riconoscimento della asbestosi da amianto come causata dal servizio. L’amministrazione non gli ha liquidato ancora il dovuto e non ha esaurito il procedimento di riconoscimento di vittima del dovere.
Sostenuto dall’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ ONA, continua a lottare per un mondo migliore per sé e per gli altri.

Il finanziere in congedo per asbestosi da amianto, Antonio Dal Cin rende pubblico lo stato di isolamento che le Istituzioni e la Guardia di Finanza hanno determinato a suo carico, dopo averlo congedato non appena riconosciuta la causa di servizio e quando pareva palese il decesso. Solo per miracolo egli è riuscito ancora a sopravvivere, forse è la fede l’intercessione di tutti i santi che lo hanno salvato.

E’ incoraggiato, sostenuto, rappresentato e difeso dall’Avv. Ezio Bonanni, impegnato con tutte le sue forze e tutte le sue energie perchè si faccia luce sulla malattia professionale asbesto correlata del sig. Antonio Dal Cin.

Nonostante la grave malattia –asbestosi – questo “leone in divisa”, Antonio Dal Cin, finanziere in congedo, continua ad essere vicino a tutti i commilitoni ed ex che purtroppo continuano ad ammalarsi e a morire per le patologie legate all’esposizione professionale e polveri e fibre di amianto, in assenza di cautele (mesoteliomi, tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio e per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari). Una epidemia recentemente portata alla luce anche per i militari della marina nel recente rapporto. Ma nulla abbatte questo eroe moderno, egli è come una quercia invincibile.

Una vera e propria odissea quella che l’ex militare delle Fiamme Gialle sta vivendo insieme alla sua famiglia; per chi non lo sapesse è padre di 2 figli minorenni, Anna di 10 e Matteo di 4 anni, quest’ultimo è nato quando il padre era già malato di asbestosi, destinati purtroppo a rimanere orfani in giovane età.

Come si fa a spiegare a due bambini così piccoli che vedono nel loro padre un eroe e un punto di riferimento che quest’uomo non ci sarà più quando loro saranno grandi? Ma soprattutto anche adesso che sono piccoli e hanno tanta voglia di giocare e di scoprire il mondo, il loro padre, a causa della malattia, non ha la forza di seguirli e accompagnarli…Chi restituirà alla famiglia questo tempo?

E, come se questo non bastasse, Antonio Dal Cin si trova anche a dover fare i conti con equivoci, dimenticanze e tempi che si allungano, per cui si fa fatica ad ottenere i benefici previsti delle “Vittime del Dovere”, considerato che nonostante la sussistenza di gravi patologie ed il riconoscimento della “Causa di Servizio” (come si evince nella Delibera del Comitato di Verifica per le Cause di Servizio, adunanza n. 354/2015 del 23.12.2015, dove tra l’altro si evidenzia: “All’esame della documentazione sanitaria e degli atti allegati è dato ravvisare, nel caso di specie, il nesso di casualità utile tra l’infermità denunciata dal richiedente e riscontrata dalla Commissione Medica con l’attività di servizio prestata e che, comunque, gli elementi e le circostanze di fatto evidenziati si prospettano in rapporto di valida efficienza etiopatogenetica con l’insorgenza e l’evoluzione della predetta affezione. Quanto sopra dopo aver esaminato e valutato, senza tralasciarne alcuno, tutti gli elementi connessi con lo svolgimento del servizio da parte del dipendente e tutti i precedenti di servizio risultanti dagli atti; e quindi DELIBERA di esprimere il richiesto parere in senso indicato in parte motiva. Il tutto in Roma, nell’adunanza n. 354/2015 del 23/12/2015, del Comitato di Verifica per le Cause di Servizio, con atto notificato in data 28.05.2016.”), si trova a dover fare i conti con  equivoci, dimenticanze e tempi che si allungano, per cui fatica ad ottenere i benefici previsti delle “Vittime del Dovere”.

Ma qualcosa finalmente si muove, dopo che l’Avv. Ezio Bonanni del foro di Roma, patrocinante in Cassazione e presso le Magistrature Superiori, ha formulato osservazioni e produzioni documentali ai sensi dell’art. 10-bis della Legge 241/90, in risposta a quanto notificatogli il 5 dicembre 2016  dalla Prefettura di Latina, Ufficio Territoriale del Governo – Area 1 Ordine e Sicurezza Pubblica, con la ministeriale prot. n. 559/C/3/E/8/GdiF/392 del 11.11.2016, concernente l’istanza presentata dall’Appuntato Scelto della Guardia di Finanza (in congedo) Antonio Dal Cin, per i benefici previsti delle “Vittime del Dovere”. Nelle nuove memorie l’Avv. Ezio Bonanni, impugna e contesta le conclusioni  assunte con l’atto del 11 novembre 2016, e di tutti quegli atti antecedenti che sono stati posti a suo fondamento ed evidenzia che sussistano tutti i presupposti affinché il Dal Cin sia riconosciuto “Vittima del Dovere” (ex. Art.1 commi 563 e 564 L.266/2005 e D. P. R. 7 luglio 2006, n. 243, per i soggetti equiparati ex. art. 20 L.183/2010), equiparata alle “Vittime del Terrorismo e della Criminalità Organizzata”, con diritto alla corresponsione delle relative prestazioni previdenziali ed assistenziali. Pertanto, il Comitato di Verifica per le Cause di Servizio, preso atto delle nuove memorie depositate dall’Avv. Ezio Bonanni, avvia un’istruttoria (adunanza n. 222 del 6 marzo 2017) con cui chiede ulteriore documentazione, inoltrandone richiesta al Servizio Assistenza ed Attività Sociali, Direzione Centrale per gli Affari Generali della Polizia di Stato, Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, che sollecita la Prefettura di Latina (prot. n. 559/C/3/E/8/G di F/392/1548 del 13 marzo 2017) a chiedere all’Amministrazione Guardia di Finanza di integrare i “Rapporti Informativi” utili a poter esprimere il previsto parere. In data 4 luglio 2017 la Prefettura di Latina, Ufficio Territoriale del Governo, Area 1, Ordine e Sicurezza Pubblica (prot. N 16825/A1 del 04/07/2017, Rif. n. 559/C/3/E/8/GdiF/392/1548 del 13/03/2017), scrive al Ministero dell’Interno Servizio Assistenza ed Attività Sociali, Direzione Centrale per gli Affari Generali della Polizia di Stato, Dipartimento della Pubblica Sicurezza (altri in indirizzo), con riferimento alla ministeriale sopra indicata, indicando che si trasmette la nota n. 197322/17, con la quale il Comando Generale della Guardia di Finanza ha trasmesso la documentazione richiesta, afferente il nominato in oggetto. Lo scorso 11 luglio 2017, il  Ministero dell’Interno, Servizio Assistenza ed Attività Sociali, Direzione Centrale per gli Affari Generali della Polizia di Stato, Dipartimento della Pubblica Sicurezza (prot. n. 0017770 del 11/07/2017) scrive al Dipartimento di Medicina Legale di Roma, Commissione Medico Ospedaliera Vittime del Terrorismo e della Criminalità Organizzata (altri in indirizzo), comunicando, tra l’altro, che il Comitato di Verifica per le Cause di Servizio, a seguito delle  osservazioni formulate dal predetto, al fine di esprimersi in ordine alla riconducibilità dell’infermità di cui è affetto il militare alle particolari condizioni ambientali od operative del servizio svolto (ex D. P. R. 243/06), ha deliberato, nell’adunanza del 6 marzo 2017, di richiedere a questo Servizio, a completamento della documentazione già in atti di: “(….)”. Ciò posto, codesta Commissione Medico Ospedaliera, preso atto della documentazione di cui ai punti 1. e 2. previamente acquisita da questo Ufficio, vorrà, al fine di concludere con una tempistica ragionevolmente contenuta e comunque in linea con i dettami di cui all’art. 2 e ss.mm. della Legge 7 agosto 1990, n. 241, il presente procedimento, “(…) previi occorrenti ulteriori accertamenti clinico strumentali, (…) esprimersi sull’eventuale esplicitazione eziopatogenetica secondo quanto previsto dalle disposizioni vigenti in materia (…)”, nonché accertare l’esatta percentuale di invalidità – espressa con un unico valore percentuale. Sì vorrà rimettere, altresì, ogni riscontro a questo Ufficio per l’ulteriore inoltro al Comitato. Si resta in attesa di un cortese sollecito riscontro. Sembrerebbe stia per concludersi questa odissea che grava ulteriormente sulle precarie condizioni di salute di Antonio Dal Cin, nella speranza che questa volta la macchina burocratica non abbia ulteriori difficoltà a recepire tutto quanto è stato evidenziato e possa finalmente esserci il previsto riconoscimento di “Vittima del Dovere”.

Una sorte diversa è stata riservati ad altri ex dipendenti della Marina Militare, come nel caso di V.L e Camillo Limatola, due motoristi navali, in servizio sulla Vittorio Veneto, entrambi deceduti per mesotelioma. 

La Marina Militare Italiana / Ministero della Difesa ha già riconosciuto la causa di servizio e/o la qualità di vittime del dovere dei due sottoufficiali, i cui familiari, assistiti dall’Avv. Ezio Bonanni, hanno già ottenuto l’erogazione dell’assegno vitalizio, dello speciale assegno vitalizio e della speciale elargizione (quest’ultima di circa 225.000 euro).

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni continuano la loro azione per il risarcimento dei danni delle vittime e per il prepensionamento dei lavoratori e del personale civile e militare del Ministero della Difesa ancora in attività.
Per saperne di più consulta il sito istituzionale al link https://osservatorioamianto.jimdo.com/dipartimenti/tutela-personale-civile-e-militare-esposto-all-uranio-impoverito/

Sono almeno 2000 i casi di patologie asbesto correlate tra coloro che hanno prestato servizio nella Marina Militare Italiana, la sola Procura della Repubblica di Padova ne ha censite 1101, come risulta nella ‘relazione sull’attività di inchiesta in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze Armate’.

Nota tecnica, informativa ed esplicativa di assistenza medica e legale dell’Associazione:

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste, rappresenta e difende i lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto, e i loro familiari.

Per maggiori informazioni, e per poter chiedere assistenza tecnica, medica e legale puoi accedere al sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto  al link https://osservatorioamianto.jimdo.com/.

Potrai così acquisire tutte le informazioni e i riferimenti delle sedi territoriali, e ti potrai rivolgere direttamente alla presidenza nazionale, anche per richiedere assistenza medica e legale, anche per permettere ai lavoratori esposti ad amianto di accedere al prepensionamento con l’accredito dei benefici contributivi ex art. 13, comma 7 e comma 8, della Legge 257/92 (per poter accedere a questo diritto è sufficiente consultare la relativa sezione del sito dell’Associazione al link  https://osservatorioamianto.jimdo.com/assistenza-legale/tutela-legale-per-benefici-contributivi-per-esposizione-ad-amianto/

Per poter chiedere l’assistenza medica e legale è sufficiente inoltrare una richiesta all’indirizzo e-mail:

osservatorioamianto@gmail.com

Per maggiori informazioni, sul diritto al risarcimento dei danni e per un parere legale, il Presidente dell’Associazione, l’Avv. Ezio Bonanni, può essere contattato inoltrando una richiesta all’indirizzo e-mail:

avveziobonanni@gmail.com

L’Avvocato Ezio Bonanni, Presidente ONA,  vi risponderà e vi fornirà del tutto gratuitamente tutte le informazioni richieste.

Il Presidente, Avv. Ezio Bonanni,  può essere contattato anche telefonicamente al n. 0773/663593 e fornirà ogni ulteriore chiarimento si rendesse necessario.

 

 

 

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