Consulenza legale – AGN


ASSISTENZA TECNICA E LEGALE


Consulenza LegaleL’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus ha tra le sue più importanti finalità quella di realizzare il c.d. rischio zero: evitare tutte le future esposizioni ad amianto e ad altri cancerogeni, come il più efficace strumento di tutela della salute.

Nonostante le nozze d’argento della Legge 257/92 , ancora oggi ci sono in Italia più di un milione di micrositi, ed oltre 50mila siti contaminati da amianto, e quindi con altre esposizioni a polveri e fibre di amianto, e quindi, purtroppo, altre patologie asbesto-correlate.

Solo con la bonifica si potrà mettere fine a questo stato di perdurante esposizione a polveri e fibre di amianto, così dannosa per la salute umana e per tali motivi l’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito il dipartimento delle Guardie Nazionali Amianto , ed il presente applicativo internet ONA Guardia Nazionale Amianto, attraverso il quale tutti i cittadini possono segnalare i siti contaminati e chiedere che siano mappati e bonificati.

L’associazione offre anche un supporto ed un servizio di consulenza tecnica e legale, per bonificare i siti contaminati, per quei privati che ne avessero necessità (proprietari di edifici con presenza di amianto, amministratori di condomini con presenza di amianto, etc.) ovvero in caso di sospetta presenza di materiali di amianto in edifici pubblici.

Per questi motivi, tutti i cittadini possono contattare l’Osservatorio Nazionale Amianto, semplicemente con una email all’indirizzo:

osservatorioamianto@gmail.com

oppure possono telefonare al n.

0773/663593

L’Osservatorio Nazionale Amianto renderà riscontro a tutte le richieste di assistenza e alle segnalazioni che perverranno dai cittadini e dalle istituzioni, con un’attività di supporto e di consulenza, tecnico-giuridica ed operativa, oltre al servizio di mappatura, che è a sua volta fruibile da tutti i cittadini, attraverso la presente piattaforma digitale.

Qualsiasi esigenza sarà portata all’attenzione dei responsabili dei diversi dipartimenti, per supportare tutte le richieste che dovessero pervenire dai territori, dalle istituzioni e dai singoli cittadini.

La Guardia Nazionale Amianto, strumento operativo dell’Osservatorio Nazionale Amianto, è articolata in tutto il territorio nazionale, in parallelo con le sedi territoriali, quale organizzazione settoriale, finalizzata alla bonifica dei siti contaminati e alla concreta realizzazione del c.d. rischio zero, in applicazione del principio di prevenzione primaria secondo l’insegnamento del Prof. Giancarlo Ugazio.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, infatti, tende una mano alle istituzioni, facendosi parte attiva per favorire un proficuo intervento per la bonifica dei siti contaminati.

La Guardia Nazionale Amianto è coordinata dalla Sig.ra Antonella Franchi e dal Sig. Antonio Dal Cin, che si avvalgono della collaborazione dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (per saperne di più consulta il suo curriculum).

L’Avv. Ezio Bonanni si è reso disponibile a rendere qualsiasi attività di consulenza richiesta, anche per valutare il rischio concreto in caso di esposizione professionale a polveri e fibre di amianto e altri cancerogeni, ovvero per acquisire tutti gli elementi probatori utili da utilizzare nei procedimenti amministrativi e giudiziari per il riconoscimento dell’origine professionale delle patologie, che presuppone sempre e comunque la prova dell’esposizione.

La Guardia Nazionale Amianto ha costituito anche un reparto investigativo, coordinato dall’Avv. Ezio Bonanni, che, avvalendosi delle norme di cui all’art. 391 bis e ss. c.p.p., come introdotta dal Codice di Procedura Penale dalla L. 397/2000 (investigazioni difensive), utili anche alle potenziali parti offese, anche prima della proposizione della denuncia querela, per poterne valutare il fondamento e, a questo punto, acquisire le prove che si riveleranno assolutamente indispensabili nell’istruttoria delle diverse procedure, anche quelle amministrative della costituzione della rendita (INAIL), oppure di riconoscimento di causa di servizio e vittima del dovere (per i dipendenti pubblici che hanno contratto patologie asbesto correlate, ovvero altre patologie legate all’attività di servizio).

Per ulteriori informazioni di carattere generale può essere consultato il sito istituzionale dell’associazione al link https://osservatorioamianto.jimdo.com/ oppure il notiziario al link http://onanotiziarioamianto.it/wp/ona/

Si evidenzia che l’associazione ha recentemente pubblicato il II Rapporto Mesoteliomi di ONA Onlus  e che svolge un servizio di assistenza medica e legale , oltre che tecnica per le bonifiche.

Tutti i cittadini, ed il personale medico e paramedico, può segnalare casi sospetti di malattie asbesto-correlate attraverso l’altra piattaforma digitale, ONA REPAC.


L’Avv. Ezio Bonanni intervistato sul problema amianto.


Avvocato Ezio Bonanni: quali sono gli interventi assicurativi e previdenziali in materia di amianto?

In Italia, sono riconosciute nella lista I le seguenti patologie: asbestosi polmonare, placche e/o ispessimenti della pleura, mesotelioma pleurico, mesotelioma pericardico, mesotelioma peritoneale, mesotelioma della tunica vaginale del testicolo, tumore del polmone, tumore della laringe, tumore dell’ovaio, che sono assistite dalla presunzione legale di origine per cui è sufficiente dimostrare la presenza dell’amianto nell’ambiente lavorativo per ottenerne l’indennizzo.

Solo che, in molte occasioni, l’INAIL nega ugualmente l’origine professionali di tali patologie ed occorre quindi imbarcarsi in lunghe controversie giudiziarie, ed allora, a questo punto, è fondamentale poter dimostrare la sussistenza dell’esposizione e cioè della condizione di rischio, per cui è necessario acquisire la prova della presenza di amianto.

Tale dimostrazione è anche fondamentale per la prevenzione primaria (perché potrà far emergere la necessità della bonifica) e/o secondaria (in tema di sorveglianza sanitaria, tanto da permettere la diagnosi precoce e quindi le migliori terapie e cure).

Il ruolo della Guardia Nazionale Amianto è altresì decisivo anche in sede di riconoscimento dell’origine professionale delle patologie e del risarcimento dei danni, per il fatto che la prova della condizione di rischio impone l’applicazione della presunzione legale di origine, e quindi l’obbligo dell’INAIL dell’indennizzo e la base di prova per il risarcimento dei danni in sede civilistica, tanto più se coniugata al dato epidemiologico, che potrà essere acquisito attraverso l’attività del Dipartimento Epidemiologia dell’ONA, con l’applicativo digitale ONA REPAC.

Inoltre, altre patologie sono contemplate nella lista II (di limitata probabilità) e sono il tumore della faringe, dello stomaco e del colon retto, di cui invece l’Osservatorio Nazionale Amianto ha un’evidenza epidemiologica granitica, ragione per la quale abbiamo insistito con l’INAIL affinché siano contemplate nella lista I piuttosto che nella lista II, in modo tale che ne sia facilitato il riconoscimento.

Anche per quanto riguarda la lista III (per cui l’origine lavorativa è possibile) e che contempla il solo tumore dell’esofago, abbiamo acquisito elementi che ne confermano la riconducibilità all’esposizione ad amianto, e sulla base della disintegrazione del sistema tabellare, siamo convinti che tali patologie debbano essere tutte riconosciute ed indennizzate, e tuttavia riteniamo che i dati sugli elementi di esposizione acquisiti attraverso la Guardia Nazionale Amianto e quelli epidemiologici debbano essere coniugati con quelli dei dipartimenti, per permettere tutte le tutele di prevenzione primaria, secondaria e terziaria.

Avvocato Ezio Bonanni: come può un lavoratore ottenere l’indennizzo INAIL oppure il riconoscimento della causa di servizio?

Ai sensi dell’art. 139 dpr 1124/65, tutti i medici che riconoscano l’esistenza di un sospetto dell’origine professionale di qualsivoglia patologia hanno l’obbligo di denunciarla, tanto più se è contemplata nell’elenco INAIL (ecco il motivo per il quale, come Osservatorio Nazionale Amianto, abbiamo insistito per integrare le tabelle delle malattie professionali).

Il medico, dunque, deve redigere il primo certificato di malattia professionale, che deve consegnare al lavoratore, il quale ha un termine di 15 giorni per consegnare il certificato al datore di lavoro che a sua volta ha l’obbligo di inviarlo all’INAIL entro i successivi 5 giorni.

Nel caso di patologie asbesto correlate, nella maggior parte dei casi la denuncia avviene successivamente alla risoluzione del rapporto di lavoro, e quindi l’unico strumento è quello dell’inoltro da parte del medico con lo strumento telematico, oppure può essere sempre consegnato al paziente, che lo inoltrerà all’INAIL.

Si avvia così la procedura per il riconoscimento della malattia professionale.

Si devono quindi esprimere prima di tutto gli uffici CONTARP (Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione centrale), che nella stragrande maggioranza dei casi negano il rischio amianto: ecco perché è importante il ruolo della Guardia Nazionale Amianto, come strumento di prova dell’esposizione. Poi si esprimeranno gli uffici medico-legali e quindi si arriverà alla formulazione di un primo giudizio che, se fosse di rigetto o sottovalutazione dell’entità della lesione, potrà essere oggetto di ricorso, sulla base dell’art. 104 dpr 1124/65.

Dopodiché, sarà esperita la collegiale, alla quale potrà partecipare il medico di fiducia dell’assicurato, in questo caso uno dei medici volontari del Dipartimento di Medicina Legale dell’Osservatorio Nazionale Amianto, cui seguirà il giudizio definitivo che, se fosse negativo, potrà essere impugnato in sede giudiziaria.

Avv. Ezio Bonanni: quali prestazioni vengono erogate dall’INAIL?

L’INAIL indennizza il danno biologico, purché raggiunga il 6%, e poi, a partire dal 16%, eroga una rendita mensile sulla base del grado invalidante e dell’entità della retribuzione. Poi il lavoratore ha diritto al risarcimento dei danni differenziali e complementari a carico del datore di lavoro.

Per saperne di più, è sufficiente consultare la sezione Danni da amianto: risarcimenti, rendite e benefici contributivi del sito dell’Avv. Ezio Bonanni.

Avv. Ezio Bonanni: cosa comporta il riconoscimento dell’origine professionale delle patologie asbesto correlate?

In caso di riconoscimento di patologia asbesto correlata, anche all’1%, il lavoratore avrà diritto ad ottenere la certificazione di esposizione ad amianto, ex art. 13 comma 7 L. 257/1992, utile per il prepensionamento.

Per saperne di più, si può consultare la pagina I benefici contributivi esposizione amianto -Come accedere al prepensionamento del sito ONA.

Potrà in ogni caso essere consultato uno dei legali dell’associazione o direttamente lo studio legale dell’Avv. Ezio Bonanni, per cui è sufficiente farne richiesta inoltrando un’email all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com oppure avveziobonanni@gmail.com.

Ne consegue che il rilascio della certificazione di esposizione ad amianto da parte dell’INAIL obbliga l’INPS ad accreditare le maggiorazioni utili per il prepensionamento.

Nel caso in cui gli accrediti non fossero sufficienti per ottenere il prepensionamento, grazie alla nuova normativa inserita nella finanziaria del 2017 (art. 1, comma 250, L. 232/2016), sarà possibile ottenere, in caso di riconoscimento del mesotelioma, del cancro polmonare e dell’asbestosi, l’immediato accesso alla pensione di inabilità senza limiti di anzianità ed età, con le modalità meglio spiegate nella sezione del sito dello studio legale dell’Avv. Ezio Bonanni consultabile QUI.

Avv. Ezio Bonanni: e per i dipendenti pubblici?

I dipendenti pubblici che hanno contratto patologie asbesto correlate hanno diritto ad ottenere il riconoscimento delle prestazioni quali vittime del dovere, con parificazione alle vittime del terrorismo.
È sufficiente quindi consultare la relativa sezione del sito (Tutela vittime del dovere per patologie asbesto correlate, e riconoscimento delle relative prestazioni previdenziali e indennitario risarcitorie) per acquisire ogni ulteriore elemento utile.

Avv. Ezio Bonanni: ci sono altri chiarimenti che vuole rendere ai numerosi cittadini che si sono rivolti alla Guardia Nazionale Amianto?

Aggiungo che l’amianto è un cancerogeno completo e che provoca danno anche nel caso di sola e semplice esposizione, per cui tutte le esposizioni vanno vietate, qualsiasi sia la loro entità, poiché non c’è una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla.
I lavoratori esposti hanno diritto al prepensionamento, se lo sono stati per oltre 10 anni a concentrazioni superiori alle 100ff/ll oppure se riescono a dimostrare un danno biologico, tutt’altro che improbabile, quantomeno per quanto riguarda le patologie fibrotiche.

La sorveglianza sanitaria è quindi indispensabile, oltre che per la diagnosi precoce e quindi per la tutela della salute, anche per il dato epidemiologico e soprattutto per ottenere, con il riconoscimento di qualsiasi patologia anche con un grado invalidante minimo, il rilascio della certificazione da parte dell’INAIL utile per l’accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto e quindi per il prepensionamento.

Per maggiori chiarimenti e per ottenere il riconoscimento delle prestazioni di rendita per malattia professionale e/o riconoscimento di causa di servizio e qualità di vittima del dovere, oppure per ottenere l’assistenza legale ai fini del prepensionamento per esposizione ad amianto, l’Osservatorio Nazionale Amianto si rende disponibile all’assistenza tecnica e legale.

Per poter consultare l’associazione è sufficiente farne richiesta per email che può essere inoltrata all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com

Per poter consultare l’Avv. Ezio Bonanni è sufficiente farne richiesta per email che può essere inoltrata all’indirizzo avveziobonanni@gmail.com