Brescia: quasi ottocento morti per amianto in poco più di vent’anni.
L’ONA sta monitorando la situazione.

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Amianto Brescia

Amianto Brescia

A 25 anni dalla sua messa al bando in Italia l’amianto continua a mietere vittime.

Ad oggi, il mesotelioma, il tumore che si origina dalle cellule del mesotelio per effetto delle fibre di amianto (che ne costituisce l’esclusiva causa di insorgenza), rappresenta l’ottava causa di morte sia negli uomini sia nelle donne; una macabra contabilità che non tiene conto di tutte le altre patologie asbesto correlate, molto meno rare. Secondo i dati pubblicati su “I numeri del cancro 2016 di Aiom /Airtum”, in Italia, sono stati circa 1.900 i casi diagnosticati ogni anno nel nostro Paese (il Renam ne certifica più di 1.500 ogni anno), con un particolare incremento oltre i 50 anni.

Un nuovo “big killer” che silenziosamente si fa spazio nella quotidianità di ognuno di noi, perché i casi di mesotelioma non sono altro che la punta dell’iceberg, poiché, tenendo conto di tutte le altre patologie che l’amianto è in grado di cagionare, il bilancio sale, purtroppo, a più di 6.000 decessi ogni anno (circa 3.500 per tumore al polmone, cui si aggiungono tutte le altre patologie neoplastiche – tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco e del colon retto e quelle fibrotiche – asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici e per complicazioni cardiocircolatorie).

Nel bresciano, secondo i dati presentati dall’ATS sulla mortalità dell’amianto, sono stati accertati 791 casi dal 1996 al 2015, circa 30 nuovi casi di mesotelioma l’anno, la maggior parte legati a un’attività lavorativa pregressa, quando l’amianto era utilizzato nei processi industriali, per i tetti e in dispositivi di protezione individuale, ma anche come materiale ignifugo nelle aziende siderurgiche. Gli effetti delle prevenzione si vedranno solo nei prossimi decenni, ma un dato preoccupa: oltre il 20 per cento dei cantieri per lo smaltimento dell’amianto hanno mostrato irregolarità.

I casi registrati nel bresciano sono contenuti in un registro provinciale (unico presente in Italia, mentre nel frattempo sono nati registri regionali e uno nazionale) che l’Ussl 41 istituì nel 1994 e che comprende anche le segnalazioni della Valle Camonica. Il registro bresciano ha pubblicato 7 rapporti dal 2001 ad oggi: dal 1996 sono stati 791 i bresciani colpiti da mesotelioma (quasi 30 all’anno, con picco di 42 nel 2013).

ONA REPAC ONA REPAC

“L’ONA sta monitorando la situazione. Attraverso la piattaforma web www.onarepac.it è possibile censire tutti i casi di patologie asbesto correlate, ovvero quello patologie che si sospetti abbiamo origine dall’esposizione ad amianto. L’Associazione, oltre ai Dipartimenti e allo Sportello Amianto Online, attraverso il quale tutti i cittadini possono chiedere assistenza, sta procedendo ad istituire, in collaborazione con i diversi comuni, anche degli sportelli “fisici” in varie città della penisola, dal nord al sud, da est a ovest. In questo modo, tutti i cittadini avranno un punto di riferimento stabile dove potersi recare per chiedere informazioni per se stessi ma anche per i propri familiari”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente del’Osservatorio Nazionale Amianto.

 

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