Le attività del comitato ONA in difesa del mare e dei pescatori e la strage di patologie asbesto correlate in Rosignano.
Le nuove iniziativa dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

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Mesoteliomi

MesoteliomiNella città di Rosignano risulta certificata una maggiore incidenza di casi di mesoteliomi (anche dalla ASL) e di patologie asbesto correlate (dall’ONA) e, dopo la moria di pesci che si è verificata il 29 agosto u.s., sono tutti d’accordo che occorre un comitato civico per la difesa del mare per evitare continui sversamenti di agenti tossico-nocivi che poi entrano anche nella catena alimentare.

Questo è il rischio che è stato sollevato dall’Osservatorio Nazionale Amianto, che chiede che il Sindaco di Rosignano e la ASL competente si attivino per evitare che continuino, ovvero si verifichino nuovi casi di sversamenti di sostanze tossiche e nocive nel mare, con pregiudizio della flora e della fauna e che si applichi il principio di precauzione.

Le richieste dell’Osservatorio Nazionale Amianto,:

  • verifica dei livelli di inquinamento di agenti tossico-nocivi e cancerogeni nell’aria della città di Rosignano, con numerose centraline che tengano conto dei venti prevalenti;
  • verifica dei livelli epidemiologici di tutti i cancri tra gli abitanti di Rosignano Solvay, con particolare attenzione per i casi di mesotelioma e altre patologie asbesto correlate;
  • verifica epidemiologica circa i casi di patologie asbesto correlate tra coloro che hanno lavorato nello stabilimento Solvay di Rosignano, in particolare nel reparto calderai;
  • verifica di eventuali agenti inquinanti presenti nelle c.d. spiagge bianche e nel tratto di mare antistante;

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha organizzato per sabato 7 ottobre, alle ore 16, una assemblea pubblica che si svolgerà nella città di Rosignano Solvay nella sede ONA (presso il Centro Rodari, in Via della Costituzione), alla quale tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Sarà presente l’Avv. Ezio Bonanni, il quale osserverà le ragioni per le quali l’Osservatorio Nazionale Amianto chiede che il sindaco del Comune di Rosignano e della ASL competente si attivino per le rilevazioni epidemiologiche e per ogni altro profilo e richiesta così come formulata.

Inoltre, l’Osservatorio Nazionale Amianto si costituirà parte civile nel procedimento penale qualora il Sig. Procuratore della Repubblica di Livorno ritenga che nello sversamento in mare delle sostanze inquinanti che ha determinato la moria di pesci siano configurabili ipotesi di reato per le quali egli, in sua equità e giustizia, ritenga di attivare l’azione penale.

«Ci chiediamo che senso ha inquinare, inquinare ed inquinare, distruggere il mare, la flora, la fauna, contaminare i territori, gli alimenti, uccidere con le fibre di amianto. Ci auguriamo che le vittime delle patologie asbesto correlate abbiano giustizia e che vengano individuate eventuali responsabilità penali a fronte delle quali l’associazione possa costituirsi parte civile a sostegno della pubblica accusa» dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

La sede dell’Osservatorio Nazionale Amianto è operativa nella città di Rosignano fin dal 2009 e ha permesso di portare alla luce una vera e propria epidemia di casi di mesotelioma nella città tirrenica e con essi anche di altre patologie asbesto correlate.

Ora anche la ASL ha riconosciuto che c’è una più alta incidenza di queste patologie e ha attivato la sorveglianza sanitaria, misura vista con favore dall’Osservatorio Nazionale Amianto.

 

Boom di casi di mesotelioma a Rosignano

Secondo quanto riportato nel Quaderno del Ministero della Salute (n.15 maggio-giugno 2012) sono 25 i casi di mesoteliomi registrati a Rosignano, dal 1993 al 2008.

Secondo le segnalazioni pervenute all’Osservatorio sono 7 i nuovi casi di mesotelioma negli ultimi 2 anni, nella sola città di Rosignano.

Dati che poi sono stati confermati dalla ASL competente. L’incidenza del mesotelioma su base nazionale è di circa 3 casi ogni 100.000 abitanti: quindi, avendo Rosignano 15.850 abitanti, ne discende che si dovrebbe avere un’incidenza di un caso ogni 7 anni, e invece abbiamo 7 casi in 2 anni: una media superiore a 30 volte quella nazionale.

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