L’amianto non risparmia neanche i fotografi.
Un’altra vittoria per l’ONA: riconosciuta la malattia professionale per il Sig. Pierleonzio Caliaro.

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Amianto

 Amianto Pierleonzio Caliaro affitta un locale per il suo laboratorio fotografico, non sa che il tetto è ricoperto di amianto. Interpella l’Avv. Ezio Bonanni che gli consiglia la sorveglianza sanitaria. Attraverso la Dott.ssa Paola Calvaresi, uno dei medici dell’ONA, viene sottoposto a dei controlli sanitari e viene diagnosticato un cancro al polmone da amianto al primo stadio. Viene sottoposto ad operazione chirurgica e il tumore è stato estirpato.

Per ora è salvo. L’INAIL ha riconosciuto che questo cancro polmonare è stato causato dall’amianto presente nel locale che il Sig. Pierleonzio Caliaro aveva affittato per svolgere la sua attività professionale.

‘Lo ricordo, Pierleonzio Caliaro, è arrivato a Roma presso la sede ONA tutto trafelato. Aveva chiesto alla ASL di Vicenza lumi circa il rischio legato alle fibre di amianto che ha inalato perché presente nel locale preso in affitto. Ma era ignaro di essere malato di cancro. Sembrava essere in buona salute. Gli ho detto di rivolgersi ad un medico ONA, uno dei tanti nostri volontari, e abbiamo chiamato la Dott.ssa Paola Calvaresi che si è resa subito disponibile, e ha prescritto gli accertamenti da fare, e questa volta ce l’abbiamo fatta. Diagnosi del cancro ed estirpazione perché al primo stadio, senza metastasi, e anche l’INAIL si è dovuto arrendere e ha riconosciuto la rendita e ora questo sventurato si avvia al pensionamento. Chiediamo maggiore attenzione da parte degli organismi pubblici, sorveglianza sanitaria e responsabilità di chi affitta locali che hanno materiali di amianto al loro interno’ – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Il Sig. Pierleonzio Caliaro dichiara: ‘Non è soltanto una mia vittoria, ma il segno dell’importanza dell’opera dell’Osservatorio Nazionale Amianto che se non ci fosse dovrebbe essere costituito, prima di tutto dallo Stato. Non si possono lasciare milioni di cittadini esposti all’amianto, ignari e inermi. Sono stato un fotografo di professione eppure mi sono ammalato di cancro polmonare da amianto. Infatti, ho affittato un locale che ho adibito a laboratorio, ma non sapevo che tra i materiali c’era anche l’amianto e per fortuna sono stato avvisato dall’Avv. Ezio Bonanni del fatto che l’amianto, anche se fosse a basse dosi, provoca comunque anche il cancro al polmone. L’insorgenza del tumore al polmone, causata dall’amianto, è stata diagnosticata anche grazie all’attenta e scrupolosa analisi di uno dei medici volontari dell’Associazione, la Dott.ssa Paola Calvaresi.

“Chiediamo una maggiore attenzione da parte degli organi di controllo, e l’obbligo di bonifica. Nei prossimi mesi l’ONA nella citta di Vicenza avvierà ulteriori azioni per il prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto e per la costituzione delle rendite Inail di coloro che risulteranno aver contratto delle patologie. E’ necessaria oltre la bonifica anche la sorveglianza sanitaria”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto che dal 2008 tutela i familiari e i cittadini esposti ad amianto.

Nel 1991, il Sig. Caliaro ha affittato un locale di circa 250 mq nell’hinterland di Vicenza, per potervi creare la sede della sua azienda: uno studio grafico e fotografico.

Per circa 18 anni questo locale è stato per lui, per sua moglie e per i suoi due figli come una seconda casa, ignorando completamente la presenza di un altro “ospite”: l’amianto, questo killer silenzioso che quotidianamente si faceva spazio nella vita di questa famiglia.

Passando all’interno dello studio la maggior parte del tempo, l’intera famiglia, inconsapevolmente, è stata esposta ad un grave rischio per la propria salute.

Come citato dal Prof. Irving Selikoff in “Asbestos and disease” del 1978, anche “una dose piccola, “straordinariamente piccola”, di fibre di amianto può costituire la scintilla che poi porta al mesotelioma”. Ma, oltre al mesotelioma, sono patologie asbesto correlate anche quelle fibrotiche (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici con le complicazioni cardiocircolatorie) e altre neoplasie (tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco, del colon retto e dell’esofago).

Anche il tumore al polmone può essere causato da basse dosi, o presunte tali.

La prima avvisaglia di malattia risale al 2009 quando, in seguito ad alcune infiltrazioni d’acqua all’interno del locale, con annesse polveri “sospette”, il Sig. Caliaro tramite l’ufficio ambiente dell’Associazione Artigiani ha richiesto che questo materiale venisse analizzato tramite un laboratorio specializzato. I risultati hanno parlato chiaro: il 5% di quelle polveri era composto da amianto. Il locale è stato dichiarato inagibile nel successivo 2010.

Consapevole dei rischi e della pericolosità alla quale sia lui che la sua famiglia erano stati esposti, tutti cominciano a sottoporsi a controlli periodici presso l’Ospedale e gli ambulatori di Vicenza fino al 2013 quando al Sig. Caliaro viene diagnosticato un nodulo ai polmoni che dopo 3 anni (nel 2016) si è trasformato in un tumore al polmone.

Un calvario durato quasi 7 anni, cioè da quando è stata scoperta la presenza di amianto sul tetto dello studio, anni fatti di preoccupazione e controlli che purtroppo hanno portato ad un esito aa cui nessuno avrebbe mai voluto giungere.

Foto: il Sig. Caliaro Pierleonzio

“Sono molto soddisfatto di questo risultato ottenuto grazie all’ONA. Io e la mia famiglia abbiamo vissuto e stiamo vivendo un vero e proprio calvario e il semplice fatto di vedere riconosciuto un mio diritto mi fa tornare a sperare. Sono stati anni bui e angoscianti dove noi, una volta individuato il pericolo a cui siamo stati esposti, abbiamo cominciato a fare delle ricerche su internet per cercare qualcuno che potesse informarci su tutti i rischi e assisterci. E’ così che ho conosciuto l’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni che mi hanno messo subito in contatto con la Dott.ssa Paola Calvaresi, Medico Volontario dell’ONA che fin da subito aveva capito la gravità della mia situazione”, dichiara il Sig. Pierleonzio Caliaro. “Il 23 febbraio 2017, a seguito della triste diagnosi di tumore polmonare ho subito un intervento importante e che, fortunatamente, sembra essere andato bene. Dovrò comunque continuare a fare controlli sperando che la malattia non si ripresenti. Ringrazio ancora la Dott.ssa Calvaresi e tutto l’ONA, in quanto è anche grazie alla loro assistenza se si è riusciti a prendere in tempo questo brutto. Un grazie anche ai medici del Reparto di Pneumologia di Vicenza che dal 2009 mi seguono. Ora sono seriamente preoccupato per mia moglie, alla quale è già stato diagnosticato un nodulo al polmone, ad oggi sotto controllo, e per i miei figli che adesso stanno bene ma come ben sappiamo gli effetti potrebbero vedersi anche tra 20-30 anni. Dove sono le istituzioni? Chi doveva vigilare e non l’ha fatto?”, conclude il fotografo vicentino.

Il Sig. Pierleonzio Caliaro è assistito legalmente, oltre che dall’Avv. Ezio Bonanni, dall’Avv. Francesco Buso, Foro di Vicenza, il quale dichiara “Insieme all’ONA continuiamo a sostenere l’importanza di una sorveglianza sanitaria più stretta e rigorosa”.

 

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